Talismani e amuleti

Talismani e Amuleti

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L’ etimologia della parola è incerta. Potrebbe derivare dal latino a-molior (allontanare, tener lungi), o dal greco amulon, un “specie di focaccia” che si soleva offrire sugli altari o sulle tombe per rendersi propizi gli dei e gli spiriti dei trapassati. Sinonimo di “amuleto” è anche la parola talismano, che deriva dal persiano telsaman (o tilsaman), “figura magica” o “oroscopo”, che gli arabi presero dal greco télesma (τέλεσμα), “completo”, nome dato alle statue delle divinità pagane consacrate con operazioni di teurgia nel Basso Impero, che furono considerate come malefiche (nel XVI secolo si indicarono “talismani” i sacerdoti idolatri e i musulmani).

Gli amuleti includono: gemme o semplici pietre, statue, monete, illustrazioni, pendenti, anelli, piante, animali, ecc.; anche frasi pronunciate in alcune occasioni: per esempio vade retro Satana (dal latino, “va indietro, Satana”, “indietreggia, Satana”), per cacciare il diavolo o la cattiva sorte. I primi amuleti utilizzati dagli uomini primitivi – per lo più cacciatori – venivano ricavati da ossa, denti o corna di animali, e davano al possessore un senso di sicurezza e fiducia nel proprio destino.

Il pentacolo. Il pentacolo è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo: combina cioè in un unico segno tutta la creazione, ovvero l’insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagrammainterno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell’acqua, dell’aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzerebbero i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiritiche e divine dell’universo.

Il rapporto tra i vari elementi rappresentati all’interno del pentacolo è ritenuto una riproduzione in miniatura dei processi su cui si basa il cosmo. Questo processo inizia dall’elemento dello spirito, il quale si manifesta dando origine a tutto ciò che esiste. La creazione si verifica partendo dalla divinità e scendendo verso la punta in basso a destra, simboleggiante l’acqua, ovvero la fonte primaria e sostentatrice della vita sulla Terra. Dall’acqua ebbero origine le primissime forme elementari di vita, le quali poi evolsero con il passare dei millenni staccandosi dall’elemento primordiale. Dall’acqua il processo creativo risale verso l’aria, la quale rappresenta le forme di vita sufficientemente evolute da potersi organizzare da sole, prendendo coscienza del proprio sé. Questi esseri, dalla loro innocenza originaria, si evolvono e si organizzano moralmente e tecnologicamente, procedendo lungo la linea orizzontale verso la terra a destra. La terra simboleggia il massimo grado di evoluzione che un’epoca può supportare, quando questo diviene troppo ingente avvengono delle ricadute, sotto vari punti di vista, ma innanzitutto sotto il profilo spirituale. L’essere si allontana dallo spirito, degradando verso il basso, il fuoco, simboleggiante l’apice della degenerazione. In seguito alla depressione avviene però sempre una ripresa, un ritorno alle origini, in questo caso allo spirito, l’essere umano riscopre la spiritualità.

Altre interpretazioni vedono nel pentacolo non solo una rappresentazione del rapporto tra il mondo divino e quello fisico, ma anche una rappresentazione della figura umana. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci appare evidente come il pentagramma possa essere la rappresentazione schematizzata di un corpo umano con braccia e gambe divaricate. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simboleggiare l’infinito; dunque questa alternativa interpretazione simboleggerebbe la relazione che accomuna l’uomo all’infinitezza dell’universo e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità.

Le tre punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità, ovvero la Dea triplice del druidismo e della wicca, sebbene il concetto di divinità tripartita sia comune a molte tradizioni pagane e anche indoeuropee. Le punte inferiori rappresentano invece il Dio nei suoi due aspetti di fertilità e divinità dell’aldilà. I due spazi contenuti tra le tre punte superiori, sommati allo spazio contenuto tra le punte sottostanti, sempre ad interpretazione druidica e wiccan, rappresentano i tre gradi del rito iniziatico, mentre i restanti spazi laterali sono la rappresentazione dei due principi cosmici della wicca, il maschile e il femminile, il Dio e la Dea, dall’interazione dei quali scaturisce tutta la manifestazione.

Nel Buddismo queste regole contano poco per quanto concerne la forma o il materiale con cui esso è stato realizzato un oggetto magico, in generale in Thailandia i vari oggetti considerati magici vengono chiamati quasi tutti semplicemente amuleti.. qualunque azione essi svolgono. https://www.amuletietalismani.it/magazine/